LA POESIA VISIVA E CONCRETA
Dal 19 giugno al 1 luglio 2008
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Il movimento della Poesia Visiva vede la sua nascita a Firenze in un momento particolarmente ricettivo di quanto si andava sperimentando sia in Europa che negli Stati Uniti: una stagione artistica nella quale si impone una rinascita delle avanguardie e l’Italia, e Firenze in particolare, reagisce con vivacità agli stimoli internazionali, portando gli artisti ad una riflessione sulla sempre più dilagante diffusione dei mezzi di comunicazione di massa, sulla nascente globalizzazione, sull’alienazione dell’individuo in una società sempre più consumistica. Il movimento che vede come protagonisti Eugenio Miccini, Ketty la Rocca, Lamberto Pignotti, Luciano Ori e Giuseppe Chiari e Lucia Marcucci, ha dunque il merito di aver riportato Firenze ad essere un centro vitale per la cultura contemporanea: un centro dal quale gli artisti gridano il proprio disagio nei confronti della società, manifestandolo attraverso un linguaggio ironico e dissacratorio, rivolto soprattutto al messaggio pubblicitario. Questo viene, attraverso una serie di collages, decontestualizzato e menomato del suo potere ipnotizzante: parola ed immagine si uniscono a creare una rappresentazione segmentata, sintetica, ma fortemente comunicativa, direttamente rivolta allo spettatore, con l’intento di suscitare una riflessione sui temi della guerra, della condizione femminile, delle migrazioni di massa, della frattura rovinosa fra uomo e ambiente. Svegliare dunque le coscienze è il primario intento, interrompendo la narratività del linguaggio pubblicitario e televisivo, creando una dissonanza, una mancata corrispondenza fra immagine e parola, evocante lo sfasamento psicologico fra quanto i mezzi di comunicazione di massa propongono e la reale condizione dell’uomo. Temi, che si ripropongono, a distanza di decenni, nella loro “sconvolgente” attualità: per questo motivo il ciclo di mostre alla Villa Vogel, che vuole rendere omaggio a tre personalità recentemente scomparse – Luciano Ori, Giuseppe Chiari, Eugenio Miccini – ha l’intento di riportare l’attenzione del pubblico e della critica sul valore di una stagione artistica fra le più dinamiche e moderne che Firenze ha conosciuto negli ultimi decenni. Elisa Gradi |

Eugenio Miccini
"La scrittura non è più quella che era" - 1980

Luciano Ori
"Tutta un'altra musica" - 2002